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In ricordo di Angela... |
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Nel 1994, a
Castelfranco Emilia, nasceva una nuova sezione del Club Alpino Italiano.
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...In montagna tutti noi
lo sappiamo, si può morire, ma quando capita a una persona alla quale
sei molto vicino, il vuoto nel quale precipiti è immenso, difficilmente commisurabile. Superato lo stato d’ incredulità, rimane solo il dolore, profondo, sordo, e la voglia di smetterla con questa pazzia che è l’andare in montagna, che ti porta via gli amici e gli affetti più cari. Ma inesorabilmente si rincomincia a salire, accorgendoci che è bello farlo anche per ricordare quelle persone che non sono più al nostro fianco... |
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![]() La Scuola di Alpinismo CAI Castelfranco, tre anni dopo la sua fondazione, nel 1997, in virtù di nuovi regolamenti nazionali, con l'ingresso degli istruttori delle sezioni di Carpi e Ferrara, assunse una nuova veste ed una nuova denominazione divenendo la “Scuola intersezionale di Alpinismo e Scialpinismo Angela Montanari”, un piccolo e doveroso tributo per tutto quello che con tanto entusiasmo Angela aveva fatto per creare questa struttura, e che la sorte poi le ha impedito di vederne i frutti. |
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..Angela Montanari
era Istruttrice di Scialpinismo (ISA), e vantava un numero incredibile
di scialpinistiche, che andavano dalle cime dell’Appennino ai 4000 delle Alpi. Ma la sua attività è stata assolutamente notevole anche per quanto riguarda l’alpinismo: dalle salite classiche in quota, la Cresta Kufner al Tacul in cordata tutta femminile, la Cresta Sud dell’Aiguille Noire, nel gruppo del M. Bianco, alle più classiche salite delle Dolomiti come la Steger al Catinaccio o lo Spigolo del Velo alla Cima della Madonna, molte delle quali percorse a comando alterno o anche tutta da capocordata. Al suo attivo diverse spedizioni alpinistiche extraeuropee. Nel 1992 effettuò la prima salita e discesa con gli sci del M. Huttin 4362 m, massima elevazione della Mongolia. |
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Dall’ormai
lontano 1994 la via è tracciata. La Scuola prosegue da anni la sua attività improntata in primo luogo alla sicurezza in montagna e a far comprendere a quanti frequentano i corsi da essa organizzati, come sia importante un approccio consapevole all' alpinismo, nel rispetto dell’uomo e della natura. Con la speranza e la fiducia che da questi allievi escano gli istruttori del futuro ai quali spetta il compito di proseguire il nostro “lavoro” e di mantenere alto lo spirito che ci anima. Fabio Montorsi |
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