In ricordo di Angela...

 

 Nel 1994, a Castelfranco Emilia, nasceva una nuova sezione del Club Alpino Italiano.
 L’iniziativa era stata tenacemente voluta da un gruppo di soci della vicina sezione di Modena, dalla quale essi    
 erano usciti nel 1993. Tra gli scopi principali di questo progetto c’era quello di creare al più presto una scuola     
 di alpinismo e scialpinismo. Il gruppo di lavoro era composto da una decina di persone, tutti istruttori e aiuto-   
 istruttori di entrambe le discipline.
 I momenti di difficoltà ed anche di scontro non mancavano, ma nel gruppo c’era una persona che con               
 determinazione e concretezza riusciva sempre ad aggiustare le cose o a fare cambiare idea ai più refrattari:

 Angela Montanari.

 Ci si ritrovava a casa sua per discutere sulle possibilità di riuscita di questa nostra sconsiderata idea, e il suo   
 ottimismo era per noi di grande stimolo.
 Così nel gennaio del ‘94 i nostri sforzi si concretizzarono e la Sezione e la scuola del CAI di Castelfranco Emilia 
 iniziarono le loro attività. 
 Il primo corso organizzato fu quello base di scialpinismo, un nuovo e prorompente  entusiasmo ci animava. Poi  
 venne il corso di alpinismo, che, favorito da ottime condizioni di tempo, si svolse con successo e nella uscita    
 finale portò tutti gli allievi a raggiungere la vetta della Palla Bianca.

 Era la prima domenica di luglio, il tempo stupendo e la montagna bellissima.
 Ricordo la fatica degli ultimi metri con la neve crostosa che non reggeva al nostro passaggio, e l’Angela
 attardata  dall’allievo un po’ in crisi per la stanchezza, ma con costanza, un passettino dopo l’altro, anche loro   
 con grande soddisfazione raggiunsero la cima.
 Chi poteva immaginare che per molti quella sarebbe stata l’ultima volta che condividevano una giornata        
 di montagna con l’Angela.

 Due settimane dopo la sua vita finiva, colpita da una scarica di sassi, a poche centinaia di metri dal 
 Mischabeljoch Biwak  mentre  saliva la Cresta Sud del Taschhorn a 4490 metri di quota,  nel gruppo del
 Mischabel.

...In montagna tutti noi lo sappiamo, si può morire, ma quando capita a una persona alla quale sei molto vicino,
 il vuoto nel quale precipiti è immenso, difficilmente commisurabile.
 Superato lo stato d’ incredulità, rimane solo il dolore, profondo, sordo, e la voglia di smetterla con questa pazzia
 che è l’andare in montagna, che ti porta via gli amici e gli affetti più cari. Ma inesorabilmente si rincomincia a
 salire, accorgendoci che è bello farlo anche per ricordare quelle persone che non sono più al nostro fianco...

La Scuola di Alpinismo CAI Castelfranco, tre anni dopo la sua fondazione, nel 1997,
in virtù di nuovi regolamenti nazionali, con l'ingresso degli istruttori delle sezioni di Carpi e Ferrara, assunse una nuova veste ed una nuova denominazione divenendo la
“Scuola intersezionale di Alpinismo e Scialpinismo Angela Montanari”
,
un piccolo e  doveroso tributo per tutto quello che con tanto entusiasmo Angela aveva fatto per creare questa struttura, e che la sorte poi le ha impedito di vederne i frutti.
..Angela Montanari era Istruttrice di Scialpinismo (ISA), e vantava un numero incredibile di scialpinistiche,     
 che andavano dalle cime dell’Appennino ai 4000 delle Alpi.
 Ma la sua attività è stata  assolutamente notevole anche per quanto riguarda l’alpinismo: dalle salite classiche  
 in quota, la Cresta Kufner al Tacul  in cordata tutta femminile, la Cresta Sud dell’Aiguille Noire, nel gruppo del   
 M. Bianco, alle più classiche salite delle Dolomiti come la Steger al Catinaccio o lo Spigolo del Velo alla Cima    
 della Madonna, molte delle quali percorse a comando alterno o anche tutta da capocordata.
 Al suo attivo diverse spedizioni alpinistiche extraeuropee.
 Nel 1992 effettuò la prima salita e discesa con gli sci del M. Huttin 4362 m, massima elevazione della Mongolia.
 Dall’ormai lontano 1994 la via è tracciata.
 
 La Scuola prosegue da anni la sua attività improntata in primo luogo alla sicurezza in montagna e a far
 comprendere a quanti frequentano i corsi da essa organizzati, come sia importante un approccio
 consapevole all' alpinismo, nel rispetto dell’uomo e della natura.

 
 Con la speranza e la fiducia che da questi allievi escano gli istruttori del futuro ai quali spetta il
 compito di proseguire il nostro “lavoro” e di mantenere alto lo spirito che ci anima.

 Fabio Montorsi 

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