Sarca...story


 In questo foto-racconto vogliamo rendere merito alla "Valle del Sarca" (se ce ne fosse ancora bisogno)
 per quanto ci ha dato in termini di divertimento, esperienza e passione per l'arrampicata in tanti anni
 di assidua frequenza. E come tutte le storie che si rispettano, comincia cosi:
 C'era una volta...
 

 
 
marzo 1982...due ardimentosi arrivano nella valle dei laghi, spinti dalla curiosità suscitata dall'articolo
 di Gino Seneci  pubblicato sulla Rivista della Montagna (1981)..."Sui caldi calcari del Garda".
 Gli scoppiatissimi climber ferraresi,  Adriano e "Spillo" con una "mezza" corda ed una manciata di "nuts"
 anni 80, salgono avventurosamente la "Sommadossi" al Colodri.
 Il dado è tratto!
 Riportata a casa la "pelle" e la lieta novella, vengono accolti con scherno e disprezzo dai "calzettoni rossi" che 
 bollano subito la Valle e le sue salite come "posto per fricchettoni(*) e palestrari(*)".
 La Nemesi storica molti anni dopo ha condannato i superstiti "calzettoni rossi" a dotarsi delle "odiate scarpette"
 e salire perpetuamente (vedi supplizio di Tantalo) le vie "Cane trippa" e "2 Agosto" (spittate) alle Zebrate.
 Scherzi a parte, tutto ciò dimostra come nulla rimane immutato, ma tutto "diviene"...

 (*) terminologia anni '80 per definire persone frivole, dissolute, inclini al vizio e all'arrampicata libera (da ogni pregiudizio)
 

Monte Colodri - via Brunello Sommadossi e Marocche di Prabi (marzo 1982)

20 marzo 1982: Colodri

la lama della...

..."via Sommadossi"

Spillo

Adriano

la scoperta del boulder

...alle Marocche di Prabi
 
Parete Zebrata - via dell'Amicizia;  Monte Colodri - via Katia Monte (settembre 1983)

Placche Zebrate

quando l'aderenza...

...era un'avventura!

la sera si dorme nel garage del "Bepi"!
(un pensiero ed un ricordo)

sulla "Katia"

i primi "resting"!


 
...durante le prime due spedizioni (1982 e 1983)
 venimmo a contatto con un momento fondamentale
 nella storia dell'alpinismo moderno: Manolo, Bassi,
 Mariacher, Stenghel in quegli anni giravano per le pareti
 del Sarca, grandi nomi e semplici sconosciuti si
 mescolavano tra le rocce.
 ...Come non ricordare i nostri impacciati movimenti 
 sulle Marocche dopo che Bassi liberava passaggi
 incredibili.
 Stenghel apriva vie che, a distanza di  anni, non
 finiscono di stupire per estetica ed eleganza.
 ...Alle "Zebrate" durante i fine settimana sorgeva un
 accampamento spontaneo di tende e di climbers
 variopinti in una babele di lingue...

 E la storia proseguì, la valle ci vide crescere e
 diventare  più "maturi" e, con la passione di sempre,
 ci vide salire di anno in anno...
 


via "Rita" (1984)

spiaggia delle Lucertole (1984)

Michele e la "Similaun" (1986)

Cima alle Coste
diedro Martini (1991)

via"Boomerang" (1992)

diedro Stenico (1998)

"Barbara" al Colodri (1999)

 "Impero dei Sensi" (2001)

Pilastro Gabrielli (2001)

 "Missile" (2002)

"Dino Sottovia" (2003)

"Obliquo" (2005)

"Mescalito" (2005)

"Genoma" (2006)

"Einstein" (2006)

"Parcondicio" (2007)

"Loss-Pilati" (2008)

"Archangelo" (2008)

"Renata Rossi" (2008)

  ...e tante altre vie, tanti
  volti, tante storie...


 
"Scalare semplicemente le proprie emozioni, indipendentemente dalle difficoltà, è probabilmente la cosa più
 libera e bella, ma eticamente diversa. I chiodi non hanno addomesticato l’alpinismo di Bonatti e Cassin, e
 nemmeno con gli spit si compra definitivamente la certezza. In montagna non c’è niente di scontato, ed anche
 a chi non pratica un alpinismo ai propri limiti può succedere di trovarsi improvvisamente al dì là dell’invisibile
 linea di non ritorno, oltre la quale non potrà che fare affidamento su se stesso...
 L’avventura è dentro di noi ma non tutti abbiamo il coraggio di affrontarla, è comprensibile... molto meno
 spacciarla per tale."

 (Maurizio "Manolo" Zanolla)
 

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